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 Marrakech
Marocco - Marocco centro-sud


Una città imperiale dal fascino antico


Prima di lasciare la medina, il turista interessato ad un aspetto maggiormente storico ed artistico può soffermarsi a visitare i maggiori monumenti che si trovano in quest’area e capire, quindi, più approfonditamente questa affascinate città.
Il nome Marrakech deriva da “Marroukech” la cui traduzione è: “scappa di fretta”, concetto abbastanza in antitesi con la calma dei suoi abitanti. Altre teorie affermano che l’origine del nome sia da mur (n) akuch, che significa in lingua berbera, “terra di dio”. I berberi sono la popolazione originaria del Marocco: il loro nome deriva dalla lingua greco-romana, per designare coloro che non parlavano né greco né latino. Marrakech ebbe origine dalla Kasbah costruita da Abou Bakar nel 1070, a nord dell’attuale Kotubia:fu governata da Youssef Ben Tachfine, della dinastia almoravide dall’anno 1071, definito il vero fondatore della città .
Nel XII secolo Marrakech fu la capitale del Megreb (che tradotto vuol dire “l’occidente”) e la sua popolazione era costituita in prevalenza da arabi e berberi: traeva gran beneficio dai commerci soprattutto con la Spagna. Il figlio di Youssef Ben Tachfine, Alì, salito al potere nel 1106 fece costruire la moschea di Ibn Youssef e progettò una rete di canali che convogliassero l’acqua piovana, al fine di eliminare il problema della siccità.
In questo periodo storico Marrakech conobbe il suo grande splendore, divenendo il fulcro del commercio dell’artigianato e centro culturale di primaria importanza.
La storia del Marocco, prima della colonizzazione francese, ha visto l’alternarsi di differenti dinastie. La prima è quella degli Almoravidi che regnò nel XII secolo, di origine berbera come lo fu la successiva, quella degli Almohadi, che rimase in auge dal XII al XIII. Si susseguirono poi la dinastia dei Merinidi , sotto la quale Marrakech perse il suo privilegio di capitale imperiale lasciando il posto a Fes; in seguito si ebbe la dinastia dei Shaditi: sotto il loro governo furono edificati lussuosi monumenti e la città recuperò il suo originario splendore.
L’attuale dinastia è quella degli Alatiti. Chiacchierando con i locali, aperti e loquaci soprattutto se ci si rivolge a loro in lingua francese, si comprende che l’attuale re è molto apprezzato dal suo popolo per la sua visione democratica e la volontà di modernizzare il paese: un esempio del suo operato è l’inaugurazione dell’autostrada Marrakech - Rabat per agevolare i contatti fra le due città, avvenuta nell’aprile 2007.



Un soggiorno a Marrakech merita sicuramente la visita al minareto della Koutoubia o moschea dei librai, la cui originaria costruzione risale al periodo della dinastia Almoravide nel 1120, ma fu profondamente modificata nel 1160-62 ; il nome deriva dalla sua posizione nel souk dei mercanti di libri e manoscritti. Lo stile è ispanico-moresco, osservabile soprattutto dalla torre che si impone sullo skyline della città, diventandone un simbolo. Questo monumento presenta decorazioni differenti per ogni facciata, creando un armonico insieme. Sulla cupola della torre si osservano tre grandi bolle, la cui leggenda narra che siano il prodotto della fusione dei gioielli della moglie di Yacoub-el-Mansour, colui che terminò la costruzione della mosche: le bolle, narra inoltre la credenza popolare, sono protette da “geni”; chiunque osasse trafugarle sarebbe colpito da immane sciagura. Per raggiungere la Kotubia si può passare attraverso la più celebre porta della città : Bab Agnaou, costruita nel 1150. Altro monumento che merita di essere inserito nel giro culturale è il palazzo della Bahia, fatto costruire dal gran vizir Ba Hamed nel XIX secolo. La moschea di Ben Youssef, sita vicino alla Medersa, scuola coranica di alto prestigio, è stata ricostruita più volte nel corso dei secoli e resta una interessante motivo di visita. Per completare il circuito artistico - storico non è trascurabile una passeggiata nel parco della Manara, sul cui bacino artificiale si affaccia un padiglione di struttura piramidale .



A nord della medina e della “Ville nouvelle” si accede alla Palmeira. In questa zona si trova il Giardino de la Majorelle con piante di rara bellezza in prevalenza esotiche. Oggi la Palmeira è sede di lussuosi riad ed hotel, campi da golf e locali tipicamente turistici, dove poter mangiare sotto tende berbere e gustare il “m'choui”, specialità berbera cucinata per le feste. Questo piatto consiste in un intero agnello ricoperto con burro cotto, con zafferano e cumino, spesso accompagnato da polvere di peperoncino. La cottura è ancora effettuata su braci. Dopo la cena è possibile assistere ad uno spettacolo di danze berbere e corse dei cavalli, che simulano gli inseguimenti di attacco dei berberi.
Un’ alternativa interessante per alloggiare sono i Riad, i quali sono divisi in categorie in base alla loro struttura di accoglienza ed offrono un soggiorno caratteristico. I Riad sono abitazioni a pianta quadrata senza finestre che diano sull’esterno: porte e inferiate si affacciano sulla corte interna, spesso arricchita con preziose decorazioni e fontane.
I riad sono accessibili anche come ristoranti e qui è possibile assaggiare il piatto tipico nazionale: il coucous, semola macinata servita con agnello e verdure. La cucina marocchina si vanta anche del tajine, stufato di carne accompagnato con verdure: caratteristico è il suo contenitore che consiste in un piatto di terracotta, coperto da un coperchio alto e conico. Questo articolo, originale regalo, è acquistabile ovunque e in svariate misure. Alcune erboristerie vendono tajine in miniatura contenenti prodotti di cosmesi come il rossetto berbero, una polvere rossa ed inodore. Altra pietanza sempre presente sulle tavole marocchine è il pane. Chi intraprendesse una visita alle valli montane limitrofe a Marrakech potrà godere di una sosta in case berbere, avvezze ad accogliere dei turisti. Quì viene offerto il tipico te alla menta con pane casereccio accompagnato da burro, miele ed olio di produzione artigianale. Le case berbere, più piccole in città e più spaziose in campagna, hanno una sala apposita con panche ricoperte di cuscini, dove amici e parenti si riuniscono per onorare il rito del te. Una gita nelle valli montane permette di conoscere meglio questa ospitale popolazione ed ammirare, per gli amanti del prodotto, esposizioni di tappeti acquistabili a prezzi ragionevoli. L’occhio non esperto scorgerà subito la differenza tra i tappeti berberi, dai colori sgargianti, e i tappeti arabi, ideali per arricchire un salotto o uno studio occidentale con un pizzico di charme.
Marrakech è una città molto trafficata , per lunghi spostamenti si possono utilizzare i “petit taxi”: macchine di media dimensione; il consiglio è di contrattare il prezzo per il tragitto che si vuole coprire. Un’alternativa romantica è sicuramente un giro in calesse dove l’occhio può soffermarsi più a lungo sul paesaggio che lo circonda e godersi una passeggiata particolare e suggestiva.
Marrakech soddisfa ogni turista con le sue infinite occasioni di divertimento, cultura e folclore. In un paese dai mille aspetti quale è il Marocco, Marrakech è una perla che si avvolge di mistero ogni volta che si ha l’impressione di averla capita ed è il punto di partenza o, se si preferisce, di arrivo prima di perdersi nell’immensità del silenzioso maestro: il deserto del Sahara.

Fonte: Raffaella Gariboldi



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